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Giovedì 21 Marzo 2019





Immigrazione e sicurezza: la posizione dell'Ordine Psicologi Marche


In linea con quanto già espresso da altri Ordini Professionali e da varie associazioni di professionisti, anche l’ORDINE PSICOLOGI MARCHE afferma e sostiene con decisione i diritti inviolabili dell’uomo costituzionalmente sanciti e garantiti dagli artt. 2 e 3 della nostra Costituzione

Tali principi sono richiamati anche dall’articolo 4 del Codice Deontologico che al terzo capoverso “ …lo psicologo non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità”.

Oggi i suddetti principi e diritti fondamentali sono in serio pericolo in ragione degli effetti del Decreto Legge 4/10/2018 in tema di immigrazione e sicurezza.

Il decreto, tra i vari aspetti, pone infatti importanti limitazioni per quanto concerne il diritto alla salute, riconosciuto e garantito dall’art. 32 della Costituzione tra i diritti fondamentali, il quale deve pertanto essere perseguito nel rispetto delle scelte e dei valori della persona.

In particolare, per un immigrato che avrà bisogno di cure sarà più difficile accedere facilmente ai servizi erogati dal nostro Sistema Sanitario Nazionale con conseguente peggioramento delle condizioni sociali che contribuiscono a determinare la salute fisica e psicologica delle persone.

La nostra categoria ha riconosciuto l’importanza e la qualità dei servizi attivati dal sistema pubblico dell’accoglienza in Italia (SPRAR sistema di protezione a rifugiati e richiedenti asilo), esistenti fino a ieri ed oggi di fatto eliminati.

L’esperienza maturata dal nostro Paese, apprezzata anche a livello europeo, ha dimostrato che si può accogliere favorendo l’apprendimento della lingua, l’accompagnamento al lavoro, il sostegno psicologico e l’integrazione sociale, coniugando così la solidarietà, l’inclusione e la giustizia sociale, elementi fondanti del sistema valoriale della cultura psicologica.

Il Decreto sicurezza varato dal Governo “sconvolge” tutto l’assetto funzionale di questa realtà, con effetti di notevole gravità dal punto di vista sociale e della salute psichica. Pertanto reputiamo tale decreto incompatibile con la nostra funzione e con il nostro ruolo, anche istituzionale, ed in generale con la cultura umanitaria della psicologia.

Come psicologi riteniamo che se un diritto va rivendicato è quello di poter vivere con dignità nel territorio dove possa configurarsi la propria identità e che questa ricerca vada sostenuta, assistita e non cancellata.

La cultura psicologica ricorda che “cancellare” significa annullare pericolosamente la lungimiranza del futuro e del passato e dimenticare come l’evoluzione umana sia stata essa stessa frutto di migrazioni di popoli, culture e saperi differenti.

Come professionisti che quotidianamente operano per la promozione del benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità riteniamo di non poter restare in silenzio davanti a ciò che sta avvenendo.

Pertanto, l’Ordine Psicologi Marche esprime il proprio formale dissenso e contrarietà al Decreto Legge 4/10/2018 in tema di immigrazione e sicurezza, con il deciso impegno di rappresentare la propria posizione innanzi a tutte le sedi competenti, dichiarandosi altresì al contempo disponibile a partecipare ad ogni fattiva iniziativa e progetto di lavoro volto ad una revisione delle disposizioni del suddetto Decreto Legge.

 



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