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Autismo, sindrome di Asperger e DSG in adolescenza ed in età adulta: dalla diagnosi all’intervento con i soggetti ad alto funzionamento

Data: 20 Aprile 2012
Ora: 09:00 - 18:00

Per info e contatti

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Luogo: Link Evento Ordine Psicologi Marche
Via Calatafimi, 1 Ancona


Descrizione Evento

20/04/2012 09,00 21/04/2012 17,30
Il corso si terrà a Milano presso il Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo della Fondazione Luce in via Rucellai 36, Milano (MI)
Telefono: 055 6236501
Fax: 055 669446

Gli interventi per le persone con autismo in età adolescenziale e adulta richiedono specifica preparazione negli operatori che dovrebbero essere competenti su diversi fronti:

1. Diagnosi

La diagnosi dovrebbe essere fatta in età infantile da un neuropsichiatra e, una volta efffettuata, non dovrebbe essere ripetuta. In Italia si sono raggiunti ottimi risultati nella diagnosi dei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS)associati a ritardo mentale, mentre si registrano maggiori carenze nella diagnosi dei DSG in adolescenti e adulti con un’intelligenza nella norma. In molti casi, questi pazienti non ricevono diagnosi adeguate e, quindi, trattamenti appropriati alle loro reali difficoltà. L’utilizzo di alcuni strumenti (ADOS, ADI-R e GADS) agevolano una raccolta proficua di informazioni necessarie a fare una diagnosi sia sullo sviluppo in età infantile che sul funzionamento attuale. Alla somministrazione di questi test può essere poi affiancata una valutazione per escludere e/o stimare la diagnosi differenziale o la comorbidità con i disturbi di personalità.

2. Valutazione psicoeducativa

Indipendentemente dalla presenza o dall’assenza di ritardo mentale, una valutazione psicoeducativa adeguata è assolutamente rilevante. Essa permette di ottenere le informazioni necessarie per impostare il PEI – Piano Educativo Individualizato, da sviluppare in ambito scolastico o presso i centri dedicati. In queste occasioni, gli strumenti abitualmente utilizzati sono le Scale Vineland del Comportamento Adattivo, il TTAP (la seconda edizione dell’AAPEP – Adolescent and Adult PsychoEducational Profile, che viene utilizzato in continuità con il PEP3), la Leiter-R e le Scale Wechsler. Grazie a questi strumenti è possibile evidenziare punti di forza e punti di debolezza della persona in valutazione, così da identificare gli obiettivi del progetto psicoeducativo. In particolare, il TTAP offre all’esaminatore sia la possibilità di analizzare il funzionamento della persona in modo diretto, raccogliere informazioni da familiari e insegnati e organizzare valutazioni informali per identificare obiettivi e strategie di intervento specifici.

3. Intervento psicoeducativo

Sulla base delle valutazioni effettuate è possibile impostare l’intervento educativo. Questo dovrebbe essere predisposto in base a:

l’organizzazione dello spazio e dei materiali
l’ndividuazione e l’impostazione dei supporti visivi alla comunicazione
l’intervento diretto abilitante finalizzatoa sviluppare e potenziare alcuni ambiti di competenza come la capacità e i comportamenti professionali, il funzionamento indipendente, le abilità di tempo libero, la comunicazione funzionale e il comportamento interpersonale.
L’intervento psicoeducativo si fonda sui principi della teoria cognitivo comportamentale e si avvale di strumenti e strategie ampiamente testate e messe a punto a livello internazionale.

Elisa Messeri Giunti O.S. Organizzazioni Speciali

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