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Convegno “PAROLE-MALE-DETTE”

Data: 8 Novembre 2022
Ora: 15:00 - 19:00

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Telefono:

Luogo: https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZcvcuCorj4jE92jK1To9afEFyYMr1ToEksj


Descrizione Evento

Il linguaggio non è solo uno strumento per trasmettere informazioni e idee. Le parole riflettono la società che le utilizza e a loro volta la influenzano. Sono il mezzo più pervasivo e meno individuato di trasmissione di una visione del mondo. Per l’aspetto di cui il progetto si interessa: una visione del mondo retaggio di una cultura patriarcale, che vuole mantenere le donne in uno stato di inferiorità e marginalità sociale. Stereotipi oppressivi o offensivi, talvolta inconsapevole persistenza di una mentalità preesistente a noi, talvolta usati con consapevole odio, creano una cultura della violenza, sempre lasciando una ferita che difficilmente rimargina, con devastanti effetti psicologici nelle adulte che ne sono vittime, ma soprattutto nelle bambine – e bambini! – che crescono con la colonna sonora di un linguaggio violento e sessista.
https://www.facebook.com/reti.culturali

PROGRAMMA

Teresa Cinque
“Conduzione dell’ incontro” con commento
Obiettivo – Evidenziare come il tema del Convegno sia un aspetto fondante nella interconnessione con altre facce di uno stesso fenomeno di costruzione dei condizionamenti. Testimoniare come l’espressione artistica a volte tocchi in modo suggestivo corde profonde, ben difese a livello puramente razionale

Teresa Cinque è il nome d’arte di Elisa Giannini, monologhista e youtuber, come si autodefinisce; scrittrice di testi femministi tra satira e ironia, che recita nei teatri e su web; già autrice su La27ora della serie: Male Dette Parole; collabora attualmente con le testate La Svolta e The Period.
Aprirà il Convegno, presentando in modo sintetico le motivazioni e le finalità, darà la parola alle figure istituzionali intervenute per i saluti, condurrà i lavori gestendo la successione degli interventi e, se il tempo lo permetterà, aprirà a domande e interventi finali. L’esperienza nel settore testimonia la capacità di garantire l’inquadramento generale, con la riconduzione ad unicum e la ricucitura del filo conduttore che lega le diverse relazioni.
Con piglio brioso e ironico condurrà un’interlocuzione con le Relatrici, intervallando con brevi monologhi brillanti.
Anche da altre precedenti iniziative, infatti, viene la sollecitazione non solo a pensare in positivo, rafforzando l’autostima e presentando situazioni che valorizzino capacità e competenze delle donne, ma a sfruttare allo stesso tempo anche lo strumento dell’ironia, non per leggerezza bensì per necessità di un respiro profondo e di uno sguardo più ampio. La sola – indispensabile! – denuncia, ripiegata su angoscianti descrizioni delle più tristi realtà, può innescare un circolo vizioso di abbattimento e rinuncia.

Silvia Garambois
“Discorso pubblico sulla violenza”
Obiettivo – Analizzare il linguaggio utilizzato da vari mezzi di comunicazione nella comunicazione di genere allo scopo di evidenziarne modalità discriminanti.

Silvia Garambois è giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione; Presidente dell’associazione nazionale di giornaliste GiULiA (Giornaliste Unite Libere Autonome), della quale è tra le fondatrici; fa parte della Commissione Pari Opportunità della Fnsi (Federazione Naz. Stampa It.) dalla costituzione (1992).
Forte della sua riconosciuta esperienza e competenza, parlerà del Manifesto di Venezia, sottoscritto da editori e giornalisti italiani, per individuare linee guida nel garantire diritto di cronaca e corretta informazione. Presenterà il ruolo dell’informazione nell’eliminare le radici culturali della disparità, a partire dalla rappresentazione della vittima di violenza e delle “parole per dirlo”. Illustrerà la “Mappa dell’Intolleranza” 2021: informazione delle donne sotto tiro e il rischio di bavaglio social alle giornaliste, di cui pochi sembrano preoccuparsi.

Graziella Priulla
“I social non sono un paese per donne”
Obiettivo – Riflettere sulla proposizione costante di modelli linguistici violenti unidirezionali

Già Docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Catania, ha un’ampia esperienza di formatrice sulle tematiche delle pari opportunità e del linguaggio non discriminatorio, temi sui quali è autrice di numerose pubblicazioni.
La prof.ssa Priulla, molto apprezzata da partecipanti a precedenti esperienze divulgative organizzate da Reti Culturali (“Cambiamo discorso” – “Parliamo di donne”), tratterà delle caratteristiche dei social media, in particolare del loro uso in Italia, soffermandosi sui dati dell’odio in rete e le forme dei discorsi aggressivi, nonché sui mezzi di difesa e di contrasto.

Federica Guercio
“Violenza di genere, a parole: l’impatto psicologico”
Obiettivo – Riflettere sulle conseguenze del monolinguismo di genere sul riconoscimento delle differenze e sugli effetti devastanti del linguaggio dell’odio

La dott.ssa Guercio, psicologa psicoterapeuta a indirizzo cognitivo-comportamentale, oltre a essere Consigliere Segretario dell’Ordine Psicologi Marche, per l’OPM è anche Membro della commissione cultura web formazione, Presidente Comitato Pari Opportunità, Referente per la Psicologia Scolastica.
La competenza acquisita nei vari aspetti della sua attività professionale le permetterà di trattare gli
effetti psicologici del linguaggio dell’odio, nelle donne adulte che ne sono vittime, ma soprattutto nelle bambine (e bambini!) che crescono connessi con la colonna sonora di un linguaggio violento e sessista.

Paola Di Nicola
“Violenza di genere, a parole: i risvolti giuridici”
Obiettivo – Fornire indicazioni per un percorso di difesa contro la violenza di genere.

La dott.ssa Di Nicola, Consigliera di Corte di Cassazione, dal 2001 si occupa in particolare di reati di violenza contro le donne, sui cui è intervenuta in innumerevoli convegni.
Insignita dei premi internazionali “Women Inspiring Europe” e “Profilo Donna”, illustrerà la normativa italiana in materia, sottolineando le possibilità di contrasto e difesa offerte dalla legge, ma anche accennando al tema della differenza di genere in magistratura.

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