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DROGHE, STILI DI VITA ED EFFETTI SUL CERVELLO

Data: 26 Giugno 2015
Ora: 09:00 - 18:00

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Telefono:

Luogo: Link Evento Ordine Psicologi Marche
Via Calatafimi, 1 Ancona


Descrizione Evento

26/06/2015 8.30 26/06/2015 14.00
CONTRADA CIGLIANO N. 15, CORRIDONIA (MC)
Telefono: 0733-434861
Fax: 0733-434871

Convegno accreditato ECM (n. 5 crediti)
E’ necessario iscriversi.

PROGRAMMA
Ore 8.30 – 8.55 Arrivo e registrazione dei partecipanti

Ore 9.00 – 9.30 Saluto della autorità e introduzione

Ore 9,35 – 10.35 Recenti Studi su Epigenetica ed effetti delle droghe sul cervello umano.
Dott. Biggio Professore Ordinario Neuropsicofarmacologia Università di Cagliari
Past-Presidente Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF)

Ore 10,40-11.10 Confronto e dibattito tra l’esperto e il pubblico sulle tematiche trattate

Ore 11,15 -11.45 Verso nuove forme di terapie e di stili di vita.
Dott. Mammana Direttore Sert Foggia-Lucera Presidente Acudipa

Ore 11,50 -12.20 Confronto e dibattito tra l’esperto e il pubblico sulle tematiche trattate.

Ore 12,25-12.55 Stili di vita e dissesto sociale.
Prof. Abbruzzese Sociologo, Docente dell’Università degli Studi di Trento

Ore 13.00-13.30 Confronto e dibattito tra l’esperto e il pubblico sulle tematiche trattate

Ore 13.35 – 14.00 Tavola rotonda con Conclusioni

Le droghe ed altre forme di oggetti e comportamenti che inducono dipendenza, provocano con l’uso ripetuto e continuativo, modificazioni della struttura genetica delle cellule nervose, alcune reversibili altre meno. Tra gli effetti non visibili delle dipendenze vi sono dunque modificazioni della struttura genetica. Ma così come agiscono sulla struttura genetica le droghe ed altri oggetti, anche i farmaci, le cure psicologiche e sociali e gli stili di vita possono incidere su di essa con tempi e modi differenti. In questo senso se l’uso indiscriminato di farmaci sostitutivi delle droghe può contribuire alla produzione di meccanismi di cronicità iatrogena, l’uso di terapie psicologiche e sociali e soprattutto gli stili di vita possono determinare effetti benefici che limitano la tendenza alla cronicità di questa patologia. Queste azioni non si limitano alla superficie del comportamento, ma vanno ad incidere anche sulla struttura biologica a genetica del sistema nervoso centrale. Sulla base di questa consapevolezza si possono fondare approcci alla cure riabilitative e preventive centrati sugli stili di vita e sull’attenzione psicologica ed educativa alla persona riducendo al massimo il rischio della cronicità e della cronicizzazione iatrogena.
La ricerca clinica e sperimentale ha dimostrato inoltre che stress, ansia e depressione sono associati a differente espressione di fattori trofici e ad una inibizione del processo di neurogenesi. I farmaci antidepressivi bloccano o revertono questo effetto. Queste evidenze hanno portato la neurobiologia sperimentale e clinica a proporre l’ipotesi neurotrofica della depressione. I fattori neurotrofici e la neurogenesi sono anche ridotti durante l’invecchiamento, fase della vita nella quale aumenta la vulnerabilità alla patologia depressiva e al decadimento dei processi cognitivi. Al contrario, l’esercizio fisico, l’interazione sociale, l’elevata motivazione, la gratificazione stimolano trofismo e neurogenesi.
L’argomento che verrà trattato durante l’incontro assume rilevanza non solo a livello regionale, ma anche nazionale e ciò è dovuto al prestigio di cui godono i relatori e le personalità invitate.

Coop. Soc. PARS

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