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Il lavoro con le parti in terapia: diversi approcci per sviluppare relazioni sane con le parti del Sé”. Con Janina Fisher, Hubert Hermans e Leslie Greenberg

Data: 4 Febbraio 2022 - 6 Ottobre 2022
Ora: 15:00 - 18:00

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Luogo: https://isc.training/shop/webinar/il-lavoro-con-le-parti-in-terapia-diversi-approcci-per-sviluppare-relazioni-sane-con-le-parti-del-se/


Descrizione Evento

Data la collaborazione con l’ordine delle Marche, è possibile acquistare il webinar con il 20% di sconto, grazie al codice sconto: 6x2j94ws_doc

Janina Fisher

Nei bambini, la frammentazione del senso del Sé ancora in fase di sviluppo mantiene l’attaccamento ai caregiver abusanti, inducendoli a ripudiare sé stessi in quanto “cattivi” o “non degni di amore”.

Ritenendo di essere cattivo, il bambino è portato automaticamente a credere che i suoi genitori siano buoni. Questo profondo e doloroso fallimento in termini di autoaccettazione è causa di perenne vergogna e disgusto verso di sé, difficoltà ad auto-consolarsi, nonché sintomi e disturbi dissociativi cronici.
Per superare una simile alienazione del Sé, il trattamento per la stabilizzazione informato sul trauma o TIST (Trauma-Informed Stabilization Treatment), si focalizza sulla promozione di una consapevolezza mindful da parte del cliente nei confronti del proprio Sé frammentato e delle esperienze rinnegate. Imparando a distinguere le emozioni delle parti bambine trauma-correlate dalle proprie, il cliente può quindi iniziare a stabilire una connessione emotiva con le diverse parti del Sé, dando loro il benvenuto “a casa”. Quando questo avviene, il senso di calma e sicurezza interiore che ne deriva è in grado di trasformare le esperienze di abbandono e tradimento del passato. Il modello TIST sfrutta al meglio il potere terapeutico che scaturisce dalla promozione di un attaccamento interiore sicuro nei confronti delle parti del Sé più profondamente ripudiate.

Prendendo parte a questo incontro, i partecipanti impareranno a:
• Comprendere la relazione tra il trauma da attaccamento precoce e la frammentazione del Sé;
• Riconoscere i segnali che indicano la presenza di parti bambine rinnegate e i loro conflitti interiori;
• Descrivere gli interventi finalizzati a creare un senso di connessione più forte nei confronti delle parti più giovani del Sé;
• Utilizzare tecniche di mentalizzazione per favorire la creazione del legame di attaccamento tra i clienti adulti e le loro parti bambine.

Hubert Hermans

La “danza” tra le parti del Sé: Introduzione alla teoria del Sé Dialogico

Una delle peculiarità di base della teoria del Sé Dialogico (Dialogical Self Theory o DST) è il presupposto secondo cui il funzionamento del Sé è paragonabile a una società della mente o, più specificamente, a una società di posizionamenti dell’Io. Per comprendere questo presupposto in modo opportuno, è necessario sottolineare che il Sé non è popolato unicamente da posizioni personali che fungono da posizionamenti interni dell’Io (per es. io come docente appassionato, io come professionista ambizioso, io come persona vulnerabile), ma anche da altri individui, gruppi, o persino “cose” che fungono da posizionamenti esterni dell’Io (per es. mio padre che mi ama, i compagni di squadra con cui mi diverto, la casa in cui mi sento protetto, la natura dove mi sento nutrito).
In questo modo, il Sé dialogico funziona come una “società” a cui possono accedere, o che possono lasciare, “altri” reali, ricordati o immaginati; all’interno della società della mente, quest’ultimi possono stabilire relazioni dialogiche con i diversi posizionamenti interni della persona. Nell’insieme, i posizionamenti interni ed esterni dell’Io formano una moltitudine di parti estremamente dinamica all’interno della società della mente, parti che stabiliscono relazioni dialogiche le une con le altre.
Durante questo incontro, Hubert Hermans dimostrerà in che modo è possibile applicare questa teoria all’ambito della salute mentale. In particolare, le tematiche affrontate includeranno: felicità individuale, felicità eudemonica, ruminazione, solitudine e autoaccettazione. Per ampliare le definizioni limitate relative all’ideale del Sé nella visione occidentale, verranno esaminati quattro livelli: io in quanto individuo; io in quanto membro di un gruppo; io in quanto parte di una comune umanità; io in quanto abitante della Terra. Saranno analizzate, inoltre, le tensioni e le reciproche relazioni dialogiche tra i vari posizionamenti dell’identità. L’incontro prevedrà, infine, momenti dedicati alle domande del pubblico.

Prendendo parte a questo incontro, i partecipanti impareranno a:
• Descrivere la teoria del Sé Dialogico nella sua essenza;
• Applicare questa teoria ad ambiti come la felicità, la solitudine, la ruminazione e l’autoaccettazione;
• Distinguere tra quattro diversi livelli di identità, associati a diversi livelli di inclusività;
• Comprendere i limiti dell’ideale del Sé nella visione occidentale.

Leslie Greenberg

I dialoghi tra le diverse parti del Sé

Durante questo incontro, Leslie Greenberg si concentrerà su quattro dei principali dialoghi tra le diverse parti del Sé. Ognuno di essi può risultare particolarmente utile per lavorare con diversi stati mentali problematici del cliente, caratterizzati da una forte connotazione emotiva.
Le scissioni conflittuali implicano la presenza di una parte del Sé contraddistinta da un atteggiamento critico o coercitivo nei confronti di un’altra parte. In questo caso, il terapeuta aiuta il cliente ad attuare ed esplicitare la voce critica attraverso l’enactment, evocando così la risposta emotiva del Sé; quest’ultima sarà poi elaborata per accedere ai bisogni insoddisfatti e ammorbidire l’atteggiamento della parte critica.
Le scissioni di autointerruzione implicano la presenza di una parte del Sé che interrompe o blocca l’espressione di un altro aspetto del Sé, spesso di natura emotiva. In questo caso, l’intervento utilizzato è il dialogo con due sedie, durante il quale la parte del Sé che causa l’interruzione viene portata ad attuare il blocco metaforicamente (imprigionando), verbalmente (dicendo “taci, non sentire, stai zitto/a, non puoi sopravvivere a tutto questo!”) o fisicamente (soffocando o bloccando), impedendo così la piena espressione del Sé. In questo modo, il cliente può, da un lato, esperire sé stesso come agente del processo di interruzione e, dall’altro, reagire e sfidare la parte del Sé all’origine del blocco, riuscendo a esprimere aspetti precedentemente inespressi.
Le questioni irrisolte implicano la presenza di sentimenti irrisolti persistenti nei confronti di un altro significativo. Questo offre l’opportunità di utilizzare la tecnica del dialogo con la sedia vuota. In questo caso, il cliente immagina che l’altra persona sia seduta sulla sedia vuota di fronte a sé, attivando così la propria visione interiore dell’altro significativo. In questo modo, potrà esperire ed esplorare le proprie reazioni emotive nei confronti dell’altro e attribuire loro un significato. Questo dialogo determina cambiamenti relativi sia alla visione del Sé che alla visione dell’altro. La risoluzione implica la possibilità di comprendere o perdonare l’altro, oppure di riconoscerne le responsabilità rispetto ai torti commessi.
L’angoscia e la sofferenza emotiva implicano la presenza di uno stato emotivo intensamente doloroso che richiede compassione nei confronti del Sé. L’autoconsolazione implica che una parte esprima compassione nei confronti del Sé sofferente. Questo processo offre un modo per cambiare le emozioni dolorose (per es. vergogna, paura, tristezza) stabilendo un contatto, a livello interiore, tra quest’ultime e un’emozione adattiva diversa. In questo caso, il compito del terapeuta è, in primo luogo, quello di aiutare il cliente a esperie il senso di angoscia più in profondità, accedendo così al proprio dolore esistenziale profondo e riuscendo a esprimere i bisogni insoddisfatti ad esso associati. In secondo luogo, il terapeuta propone al cliente un dialogo con due sedie, durante il quale quest’ultimo potrà offrire a sé stesso ciò di cui ha bisogno (per es. validazione, supporto, protezione).

Prendendo parte a questo incontro, i partecipanti impareranno a:
• Identificare i diversi stati emotivi che rappresentano un’opportunità per utilizzare interventi diversi;
• Riconoscere le varie fasi del dialogo con due sedie;
• Descrivere il processo relativo all’utilizzo degli enactment nel dialogo con due sedie;
• Riconoscere le varie fasi del dialogo con la sedia vuota;
• Descrivere il processo relativo ai dialoghi finalizzati a promuovere l’autoconsolazione.

f.scalia

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