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L’approccio bio-psico-sociale nella cura della persona affetta da demenza

Data: 10 Maggio 2013
Ora: 09:00 - 18:00

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Luogo: Link Evento Ordine Psicologi Marche
Via Calatafimi, 1 Ancona


Descrizione Evento

10/05/2013 08:30 07/06/2013 18:30
Sala convegni della Provincia di Macerata – Via Velluti, 41, Macerata (MC)
Telefono: 073332827
Fax: 073333811

Il 20% delle persone anziane affette da demenza viene assistito in strutture per anziani, mentre l’80% viene assistito nella propria abitazione, dai familiari o attraverso l’assistenza privata a domicilio.
Oltre a un adeguato supporto alle famiglie, sta diventando sempre più importante che vengano ulteriormente rinforzate le competenze in materia da parte del personale operante negli stessi centri di servizi per anziani. La formazione e
l’aggiornamento sono infatti leve strategiche per il miglioramento dei servizi e della qualità della vita e dell’assistenza delle persone con demenza e dei loro familiari.
Il disagio degli operatori che lavorano nei servizi residenziali è costituito principalmente dalla scarsa conoscenza della demenza. Le emozioni indotte dalla ‘anormalità’ dei comportamenti dei malati sono prevalentemente negative: impotenza, frustrazione, rabbia, ansia, paura, commiserazione.
La mancanza di un supporto formativo e di un
sostegno psicologico inducono quindi frequentemente inerzia mentale e rinuncia, a cui si affiancano irritabilità e insofferenza; non essendo chiari i confini e le espressioni della malattia si moltiplicano i fraintendimenti, le contraddizioni, il ‘dare per scontato’; l’identificazione di obiettivi è resa difficoltosa e, di conseguenza, appare ridotta la
capacità di coniugare risorse e bisogni.
In carenza di farmaci, la risorsa fondamentale è la professionalità di chi assiste. La formazione deve rivolgersi a due componenti fondamentali della professionalità: quella razionale, aiutando per esempio a comprendere le basi neuropsicologiche della malattia e a sviluppare consapevolezza circa la necessità di ricercare in primis nei deficit cerebrali e nell’ambiente la causa dei problemi comportamentali del demente; e quella affettiva, aiutando chi assiste a sentirsi competente e sicuro nel leggere i bisogni della persona malata, e capace di adattare flessibilmente le proprie azioni nel rispondere alle esigenze dell’anziano.

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