In-Colleganza: cosa succede quando il dolore ti congela dentro? La narrazione del trauma e l’incontro con l’altro in Antartide Interiore

“L’ Antartide come metafora del congelamento psichico” . Un percorso che parte dal trauma fino al “disgelo” come processo graduale di integrazione e riconnessione.

Data evento:
08/06/2026
dalle 17:00 alle 18:30
Luogo:
Online

Care colleghe e cari colleghi,

torna l’appuntamento mensile con “In-Colleganza”, lo spazio di confronto, approfondimento e condivisione di saperi tra colleghi.

“L’ Antartide come metafora del congelamento psichico”
Un percorso che parte dal trauma fino al “disgelo” come processo graduale di integrazione e riconnessione.

Da questa prospettiva nasce l’incontro formativo coordinato dalla consigliera dell’Ordine Ketty Taddei, e tenuto dall’autrice del libro che da titolo all’evento.

Interverrà:

Dott.ssa Simona Paolella – Psicologa e psicoterapeuta

L’obiettivo dell’incontro è promuovere una riflessione condivisa sulle dinamiche del trauma e dei meccanismi di difesa basati sull’evitamento e sulla dissociazione percettiva. 

L’evento mira a porre l’accento sull’importanza della “presenza” e dello “sguardo attento” dell’Altro come strumento di scongelamento emotivo, favorendo una lettura empatica delle resistenze e della chiusura relazionale come espressione di un dolore profondo e non ancora elaborato.

Verrà esplicitato il percorso come una progressione clinica:

Ferita relazionale / trauma (evento tragico familiare), Evitamento (allontanare ciò che attiva dolore),
Autoisolamento difensivo (ritiro protettivo), Dissociazione del Sé (separazione interna), Parcellizzazione della realtà (frammentazione dell’esperienza).

E poi il movimento terapeutico inverso:

riconoscimento > mentalizzazione > integrazione > riconnessione.

Un’occasione di riflessione condivisa sulle dinamiche del trauma e dei meccanismi di difesa basati sull’evitamento e sulla dissociazione percettiva. L’evento mira a porre l’accento sull’importanza della “presenza” e dello “sguardo attento” dell’Altro come strumento di scongelamento emotivo, favorendo una lettura empatica delle resistenze e della chiusura relazionale come espressione di un dolore profondo e non ancora elaborato.

Ultima modifica: 27 Maggio 2026

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