Gruppi di lavoro

Il Consiglio per lo svolgimento delle sue funzioni si avvale della costituzione di Gruppi di Lavoro cui partecipano iscritti all’Ordine o esperti del settore di riferimento.

Il Gruppo di Lavoro svolge attività sia di analisi e approfondimento che di tipo operativo: elabora proposte, prepara e attua progetti e iniziative, mettendo a disposizione informazioni e documentazione.
Può rappresentare una fase preliminare per la creazione di Tavoli Tecnici e inter-istituzionali, finalizzati all’attivazione di interventi politici a sostegno del Consiglio e delle sue Commissioni interne
I  Gruppi e le tematiche  vengono deliberati annualmente o per più annualità dal Consiglio stesso che individua per ciascun gruppo un consigliere Referente, mentre all’interno di ciascun gruppo viene individuato un coordinatore fra i membri.

I Gruppi sono tenuti a svolgere i compiti loro affidati sulla base dei criteri, nei termini e con le modalità stabiliti dal Consiglio. A tal fine il Consiglio si è dotato di apposite Linee di indirizzo per le attività dei Gruppi di Lavoro.


I Gruppi sono composti da un minimo di tre a un massimo di quindici persone.

Come aderire ai gruppi di lavoro

Dopo l’individuazione dei Gruppi di Lavoro da parte del Consiglio gli iscritti vengono invitati ad aderire a massimo due gruppi di lavoro attraverso apposito form on line con data di scadenza.

Form iscrizione Gruppi di Lavoro 2025
Scadenza iscrizioni: 10 ottobre 2025

Oltre la data di scadenza un iscritto può richiedere direttamente al Consigliere Referente del Gruppo stesso di entrare a far parte del Gruppo di Lavoro. I Contatti dei consiglieri sono visibili alla pagina Consiglio o cliccando sul nominativo del consigliere nella lista che segue.

Linee guida per il funzionamento dei gruppi di lavoro

Scarica le linee guida dei gruppi di lavoro

Anno 2025  – Sono istituiti i seguenti Gruppi di Lavoro, che proseguiranno la loro attività sino al termine del mandato consiliare in corso:

Il gruppo nasce per studiare, prevenire e trattare le problematiche legate all’uso eccessivo delle tecnologie digitali. Il lavoro si concentra su ricerca, sensibilizzazione e interventi di supporto psicologico, con l’obiettivo di promuovere un rapporto equilibrato e consapevole con gli strumenti tecnologici, soprattutto tra giovani, famiglie e scuole.

La psicologia dell’emergenza è la disciplina che studia e interviene nel comportamento individuale, di gruppo e comunitario durante eventi critici.  Il suo scopo è prevenire e trattare i danni psicologici e psicosociali, offrendo supporto, promuovendo il benessere psicologico e il recupero.

Si lavorerà in un’ottica psicosociale per garantire la ricostruzione di un senso di sicurezza in ottica comunitaria. 

Il gruppo si formerà e lavorerà sui temi di Prevenzione, Danno, Intervento, Supporto. 

L’obiettivo del gruppo sarà elaborare un documento contenente linee guida e buone prassi da presentare ai Tribunali e ai colleghi consulenti tecnici sull’operatività del CT. con focus su etica e deontologia, in modo da uniformare il più possibile le modalità di nomina, svolgimento dell’incarico e determinazione del compenso.

La Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni è un ambito che negli ultimi anni ha vissuto una crescita significativa, accelerata anche dalla pandemia, che ha reso più evidente il legame tra benessere psicologico, produttività e sostenibilità organizzativa.

Le aziende e le istituzioni hanno iniziato a riconoscere il valore dello psicologo del lavoro non solo nella valutazione e prevenzione dei rischi psicosociali (stress, burnout, molestie), ma anche nella gestione dei cambiamenti organizzativi, nella transizione digitale e nello smart working, nel supporto alla comunicazione e collaborazione interna e nello sviluppo di competenze trasversali ed in generale nei processi legati al benessere organizzativo.

I dati nazionali recenti indicano che quasi metà dei lavoratori italiani riferisce stress e sovraccarico di lavoro, circa un quarto segnala disaffezione verso l’azienda e crescono i bisogni legati a work-life balance, welfare aziendale e inclusione. In parallelo, i fenomeni delle Grandi Dimissioni e del quiet quitting, hanno reso urgente il rafforzamento della motivazione e del senso di appartenenza.

La ricerca sul territorio marchigiano condotta dal GdL Psicologia del Lavoro OPM nel 2023, conferma che su alcuni servizi la figura professionale dello Psicologo del Lavoro è ormai consolidata. Al contempo, si palesa la presenza di uno spazio nel quale lavorare, affinché i contesti aziendali e organizzativi possano conoscere le esigenze per le quali la Psicologia del Lavoro può offrire valide risposte.

In particolare, è spiccato dall’indagine il bisogno di un accompagnamento nel passaggio generazionale.

A questi dati si aggiunge che i rischi psicosociali sono attualmente attenzionati in maniera importante, da aziende, normative e certificazioni. Lo stesso Inail ha negli ultimi mesi fornito nuove indicazioni sullo stress lavoro-correlato nel lavoro da remoto e nell’uso di ICT.

L’obbiettivo del gruppo sarà pertanto lavorare sullo studio e l’approfondimento delle tematiche sopracitate, e sulla promozione della stessa Psicologia del Lavoro nel territorio.

L’obiettivo del gruppo è quello di promuovere una cultura psicologica e clinica attenta alle questioni di genere e al contrasto di ogni forma di discriminazione e violenza

Il gruppo di lavoro si dedicherà principalmente a due obiettivi: 

  • Il primo, prevede una mappatura dei servizi rivolti a donne in gravidanza e nel post-parto presso servizi pubblici e privati convenzionati (es. associazioni). Per servizi si intendono interventi forniti (anche se in equipe) o mediati da psicologi quali gruppi di accompagnamento alla nascita, sportelli psicologici rivolti alla donna/alla coppia, servizi psicologici di supporto durante l’allattamento o compromissione del buon recupero fisico legati ad un parto complicato/ ad una diagnosi perinatale infausta. 

Tale mappa potrebbe essere fruita dall’utenza direttamente nei reparti di ostetricia e ginecologia e consultori che visitano regolarmente durante la gravidanza ed il post nascita, rendendola disponibile in formato QR-code.

Lo scopo è fare sentire alla coppia una rete attorno sé, sia a livello preventivo sia di effettivo aiuto nel caso compaiano sintomi di malessere psicologico in queste delicate fasi della vita.

  • Il secondo obiettivo consiste nel tracciare linee guida chiare ed uniformi a livello regionale sulla diagnostica preventiva attualmente somministrata in alcuni reparti ospedalieri per lo screening dei principali disturbi post-parto (es. depressione post-parto, psicosi puerperale), al fine di non disperdere eventuali pazienti a rischio.

Il perseguimento della felicità costituisce una finalità universalmente condivisa dagli esseri umani, implicita o esplicita che sia. Nonostante ciò, la riflessione sistematica e scientifica sul concetto di felicità e sulle condizioni che la favoriscono risulta ancora marginale. L’idea di “vivere bene” viene frequentemente ridotta a opinioni soggettive o a narrazioni prive di fondamento empirico, mentre la ricerca scientifica può offrire un contributo cruciale nell’individuare i fattori oggettivi e soggettivi che sostengono un elevato livello di benessere, delineando strategie evidence-based per incrementare la soddisfazione di vita.

Il progetto Scienza e Felicità si propone di integrare i risultati di ricerche interdisciplinari che, a diverso titolo, hanno indagato le determinanti del benessere umano. Psicologia positiva e clinica, neuroscienze, medicina, genetica ed economia comportamentale costituiscono discipline che, pur partendo da approcci teorici differenti, convergono nel contribuire a una comprensione articolata dei meccanismi che sostengono la felicità individuale e collettiva. L’obiettivo principale è costruire un sapere unitario, validato scientificamente e trasferibile, capace di orientare pratiche educative, cliniche e sociali.

L’educazione alla felicità è scarsamente valorizzata nei contesti accademici e professionali, dove la cultura psicologica tende a concentrarsi prevalentemente sulla riduzione del disagio e sulla cura delle psicopatologie. Sebbene tale prospettiva sia imprescindibile, essa risulta parziale se non accompagnata da una promozione attiva delle risorse individuali e collettive orientate al benessere. Scienza e Felicità intende quindi contribuire a un cambio di paradigma: dallo psicologo come operatore della sofferenza allo psicologo come promotore di benessere, soddisfazione e senso di vita.

Gli obiettivi specifici del progetto sono i seguenti:

  • diffondere conoscenze fondate sulle diverse concettualizzazioni della felicità, al fine di consentire agli individui di riconoscere i fattori specifici del proprio benessere su cui intervenire;
  • divulgare strategie scientificamente validate per la regolazione emotiva, il potenziamento della soddisfazione e l’incremento del senso di significato esistenziale;
  • stimolare nei professionisti della salute psicologica l’interesse verso le dimensioni della felicità e della soddisfazione, fornendo strumenti applicabili anche in contesti non psicoterapeutici;
  • promuovere una cultura della felicità fondata su basi empiriche, in grado di contrastare l’ampia diffusione di pratiche pseudo-scientifiche, potenzialmente inefficaci o dannose.

Lo “sportello mentoring scolastico” è un servizio offerto dalle scuole per supportare gli studenti nel loro percorso di crescita e apprendimento. Si tratta di uno spazio dove gli studenti possono ricevere aiuto su tematiche legate allo studio, alla motivazione, all’orientamento e alla gestione delle relazioni. 

Sono emerse numerose criticità nel corso degli ultimi anni rispetto alla possibilità che lo studente usufruisca dello sportello mentoring anche per raccontare eventuali abusi o ipotesi di reato, creando dubbi etici nel collega rispetto a quale sia il comportamento corretto in quel contesto specifico, diverso dallo studio professionale e dallo psicologo scolastico. 

L’obiettivo del gruppo sarà di stilare linee guida deontologiche e buone prassi da fornire ai colleghi impegnati in questi sportelli. 

Psicologia del vivere accanto alla psicopatologia: costruzione di una rete clinica, formativa e informativa. 

Familiari, partner e conviventi di persone che soffrono di disagio psichico sperimentano spesso un disagio “di riflesso”, fatto di inesperienza con la patologia, stress emotivo, molta solitudine e difficoltà pratiche nella gestione quotidiana della situazione.  

Nelle Marche sembra mancare una rete organica, stabile e visibile dedicata a questi bisogni, così come una rete di sostegno, formazione e ascolto specificamente dedicata a chi vive “accanto” alla patologia. 

L’interpretazione del problema fa riferimento all’effetto “sistemico” della sofferenza psicologica, che impatta non solo sul diretto interessato ma anche sull’intero nucleo relazionale che lo circonda.

Il GDL mirerebbe a promuovere una cultura della cura estesa, che riconosca e sostenga anche chi vive accanto alla sofferenza psicologica, attraverso la costruzione di una rete clinica e formativa attiva nelle Marche, che favorisca supporto, informazione e co-progettazione tra professionisti e cittadini.

Gli obiettivi specifici del GDL potrebbero essere:

  • costituire un gruppo di lavoro clinico e interprofessionale stabile sul territorio; raccogliere e sistematizzare esperienze e pratiche già attive o sperimentali;
  • progettare e attivare gruppi di sostegno per familiari e conviventi;
  • realizzare eventi pubblici, convegni e corsi di formazione;
  • sensibilizzare i servizi e le istituzioni sull’importanza del sostegno secondario;
  • avviare reti territoriali tra psicologi e operatori che si occupano di tematiche affini.