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Newsletter n. 35/2024 Linee Guida per lo svolgimento del Tirocinio Pratico-Valutativo (TPV)

 Newsletter n. 35/2024 Linee Guida per lo svolgimento del Tirocinio Pratico-Valutativo (TPV)

Gentilissime/i colleghe/i,

grazie alla collaborazione con l’Università di Urbino e alle colleghe del corso di SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE nei mesi scorsi abbiamo realizzato due incontri webinar accreditati ECM sulle Linee Guida per lo svolgimento del Tirocinio Pratico-Valutativo (TPV).

A seguito di questi incontri si è deciso di realizzare un breve manuale FAQ per offrire in maniera veloce e chiara le informazioni necessarie per muoversi con agilità nel cambiamento che andremo ad affrontare.

 

LINEE GUIDA PER LO SVOLGIMENTO DEL TIROCINIO PRATICO-VALUTATIVO (TPV)

 

La Legge n.163 del 8 novembre 2021 recante “Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti” stabilisce che coloro che conseguono la Laurea Magistrale in Psicologia acquisiscono l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo previa acquisizione di 30 CFU (pari a 750 ore) tramite lo svolgimento di un Tirocinio Pratico-Valutativo (TPV) durante tutto l’arco del percorso di studi.

Di questi 30 CFU, 10 CFU (pari a 250 ore) sono da acquisire durante il percorso di Laurea Triennale, mentre 20 CFU (pari a 350 ore) sono da acquisire durante il percorso di Laurea Magistrale (6 CFU durante il primo anno di Laurea Magistrale e 14 CFU durante il secondo anno di Laurea Magistrale).

Alla luce di queste indicazioni, le/i tutor saranno coinvolte/i nell’ospitare tirocinanti per attività di TPV che si svolgono per:

  • 10 CFU (250 ore) al III° anno della Laurea Triennale;
  • 14 CFU (350 ore) al II° anno della Laurea Magistrale.

L’acquisizione dei 30 CFU tramite TPV dà accesso alla Prova Pratico-Valutativa (PPV), che è svolta prima del conseguimento della Laurea, ovvero prima della discussione della tesi.

 

Cos’è il TPV?

Il TPV si sostanzia in attività formative professionalizzanti pratiche, contestualizzate e supervisionate, che prevedono l’osservazione diretta e l’esecuzione di attività finalizzate all’apprendimento e sviluppo di competenze e abilità procedurali e relazionali fondamentali per l’esercizio dell’attività professionale.

In particolare, il TPV prevede lo svolgimento di:

  • attività, svolte individualmente o in piccoli gruppi, finalizzate all’apprendimento di metodi, strumenti e procedure alla base della professione di psicologo;
  • esperienze pratiche e di osservazione, laboratori, simulazioni, role playing, stesura di progetti.

 

In quali contesti si svolge il TPV?

Parte delle attività di TPV deve essere svolta presso qualificati enti esterni convenzionati con le Università. In particolare, i 14 CFU di TPV del II° anno del percorso di Laurea Magistrale devono essere obbligatoriamente acquisiti presso strutture sanitarie pubbliche o private accreditate e contrattualizzate con il Servizio Sanitario Nazionale. Se tali strutture non possono assicurare l’adeguata ed effettiva disponibilità al loro interno di servizi di psicologia e dei relativi tutor, il TPV può essere svolto interamente presso gli altri enti esterni convenzionati con le Università.

 

Quali competenze deve accertare il TPV?

Il TPV deve rendere possibile il conseguimento di competenze legate al “saper fare” e al “saper essere” psicologa/o. In particolare, competenze concernenti:

  1. a) la valutazione del caso;
  2. b) l’uso appropriato degli strumenti e delle tecniche psicologiche per la raccolta di informazioni per effettuare un’analisi del caso e del contesto;
  3. c) la predisposizione di un intervento professionale teoricamente fondato e basato sulle evidenze;
  4. d) la valutazione di processo e di esito dell’intervento;
  5. e) la redazione di un report;
  6. f) la restituzione a paziente/cliente/utente/istituzione/organizzazione;
  7. g) lo stabilire adeguate relazioni con pazienti/clienti/utenti/istituzioni/organizzazioni;
  8. h) lo stabilire adeguate relazioni con i colleghi;
  9. i) la comprensione dei profili giuridici/etici-deontologici della professione, nonché dei loro possibili conflitti.

Tali competenze fanno riferimento agli atti tipici e riservati, caratterizzanti la professione di psicologo anche ai sensi dell’articolo 1 della Legge n. 56 del 18 febbraio 1989 e comprendono l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione, di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità nonché le attività di sperimentazione, ricerca e didattica.

 

Quali caratteristiche deve avere la/il tutor di TPV?

La/Il tutor di TPV:

  • deve essere una/o psicologa/o iscritta/o all’Albo A, di qualsiasi Ordine regionale, da almeno 3 anni;
  • deve intrattenere con l’Ente/Azienda un rapporto professionale consistente e sistematico in qualità di dipendente, collaboratrice/ori o consulente e svolgere attività con la qualifica specifica di psicologa/o che prevedano, di norma, un impegno orario di minimo 15 ore a settimana;
  • non deve essere sospesa/o dall’esercizio della professione.

 

Quanti tirocinanti può seguire una/un tutor di TPV?

La/Il tutor può seguire al massimo 5 tirocinanti contemporaneamente nel complesso tra CdS Triennali e Magistrali.

Il limite di 5 tirocinanti può essere derogato nel caso in cui i tempi di inizio e termine dei tirocinanti siano sfalsati e la sovrapposizione sia limitata nel tempo (fino a un massimo di 15 giorni).

 

Quali sono i compiti della/del tutor di TPV?

Alla/Al tutor, per l’intera durata della quota di TPV di cui è responsabile, spettano le seguenti funzioni:

  • introduzione del tirocinante nei diversi contesti dell’attività professionale (e.g., rapporti con le istituzioni, rapporti interpersonali, dotazione tecnico‐strumentale). Tale funzione può esplicitarsi attraverso l’osservazione diretta e l’esecuzione di attività finalizzate a un apprendimento situato e allo sviluppo delle competenze e delle abilità procedurali e relazionali fondamentali per l’esercizio dell’attività professionale;
  • verifica dell’esperienza svolta dalla/dal tirocinante attraverso un costante monitoraggio, aiuto nella comprensione critica e apporto di suggerimenti e correzioni a integrazione dell’esperienza in accordo con quanto riportato nel progetto formativo;
  • valutazione consuntiva del tirocinio che tenga conto delle competenze relativa al “saper fare” e al “saper essere” psicologa/o acquisite dalla/dal tirocinante.

 

Come avviene la valutazione del TPV?

La/Il tutor compila una scheda di valutazione nella quale esprime un giudizio di idoneità sulle competenze della/del tirocinante relative al “saper fare” e al “saper essere” psicologa/o.

La/il tutor, unitamente alla valutazione delle competenze mostrate dalla/dal tirocinante, deve rilasciare una formale attestazione della frequenza.

 

La/Il tutor di TPV può acquisire crediti ECM dal tutoraggio?

La normativa riportata nel Manuale sulla formazione continua del Professionista Sanitario riconosce n. 1 credito formativo ogni 15 ore di attività di tutoraggio. La richiesta di crediti deve essere fatta in autonomia accedendo con SPID sul portale https://application.cogeaps.it/login/

 

La Presidente

Dott.ssa Katia Marilungo

    Lorenza Morbidoni